“Io sono insopportabile, sono un disastro. Sono talmente difficile da non capirmi, talmente forte che nemmeno io saprei come distruggermi. Credi che sia facile entrare nel mio cuore? Le distruzioni sono state il mio rinnalzamento. Mi distruggo e mi rialzo. Ameresti un disastro?”
Martina, Italy
"fare le cose non è mai bello come te lo immagini”
— città di carta (john green)
"Nella mia testa non è mai finita. Siamo ancora lì che ci guardiamo, per sempre.”
— John Green, Città di carta. (via snow-cold-but-wonderful)
"Forse è più come hai detto prima, che dentro di noi si sono aperte delle crepe. Ognuno all’inizio è una nave inaffondabile. Poi ci succedono alcune cose: persone che ci lasciano, che non ci amano, che non ci capiscono o che noi non capiamo, e ci perdiamo, sbagliamo, ci facciamo del male, gli uni agli altri. E lo scafo comincia a creparsi. E quando si rompe non c’è niente da fare, la.l fine è inevitabile. Però c’è un sacco di tempo tra quando le crepe cominciano a formarsi e quando andiamo a pezzi. Ed è solo in quei momenti che possiamo vederci, perché vediamo fuori di noi dalle nostre fessure e dentro gli altri attraverso le loro. Quand’è che noi due ci siamo trovati faccia a faccia? Non prima di aver guardato dentro le nostre reciproche crepe. Prima di allora, stavamo solo guardando le idee che avevamo dell’altro, come se stessimo osservando una tenda alla finestra, e mai la stanza dietro. Una volta che lo scafo va in pezzi, però, la luce entra. Ed esce.”
— Città di carta - John Green (via trying-to-find-a-way)
"Era bello stare lì, intorno solo buio e silenzio e nessun pericolo di dire qualcosa che potesse rovinare tutto, con i suoi occhi che mi guardavano come se davvero ci fosse qualcosa di bello da vedere in me.”
— John Green, Città di carta  (via blackheartandeyes)

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